Dalla diade alla triade: diventare genitori.

Il passaggio dalla sola coppia coniugale alla coppia genitoriale: le modificazioni del rapporto in funzione dei bisogni del bambino.

Dalla diade alla triade: diventare genitori

Diventare genitori è sicuramente il mestiere più affascinante ma nello stesso tempo difficile: i coniugi, devono ora imparare a diventare genitori competenti, capaci cioè di rispondere adeguatamente ai bisogni dei figli, bisogni sempre in continua evoluzione.

La genitorialità quindi può essere definita in senso dinamico nel senso che segue pari passo il percorso di sviluppo del bambino i cui bisogni variano gradualmente e che inducono i genitori ad una necessaria e continua evoluzione, evoluzione che rende ancora più affascinante il mestiere di genitore.

Il bambino, solo se adeguatamente supportato e in presenza di un ambiente capace di fornire cure adeguate e di rispondere alle sue necessità, costruirà il suo senso di Sé e dell’Io all’interno della propria identità.

Volendo sintetizzare quelli che sono i bisogni fondamentali del bambino per una crescita armoniosa viene proposta la classificazione adottata da Brazelton:

  • Bisogno di sviluppare relazioni di attaccamento, di ricevere una adeguata protezione sia fisica che psicologica e di sicurezza;
  • Bisogno di fare esperienze diversificate in base alla propria specificità;
  • Bisogno di fare esperienze, essere stimolati ad accettati in modo adeguato al proprio grado di sviluppo;
  • Bisogno di sperimentare limitazioni chiare da parte degli adulti;
  • Bisogno di ricevere supporto adeguato e di poter vivre con dei riferimenti stabili nel tempo;
  • Bisogno di salvaguardare il futuro.

In particolare, la nascita del primo figlio, trasforma la coppia coniugale in coppia genitoriale: si passa cioè dalla diade coniugale alla triade familiare.

La nascita del primo figlio rappresenta uno degli eventi critici più importanti del ciclo vitale della famiglia che richiede risorse e competenze presenti solo nel caso in cui gli individui hanno affrontato con successo le fasi evolutive precedenti.

I genitori si trovano così di fronte a nuovi compiti di sviluppo che riguardano principalmente la rinegoziazione di ruoli e funzioni e la riorganizzazione delle relazioni.

E’ assolutamente naturale poi che possano comparire ansie soprattutto nei genitori neofiti di non riuscire ad assolvere adeguatamente il ruolo genitoriale.

La vita familiare cambia: si ha meno tempo per se stessi, aumenta la fatica e l’impegno fisico, mentale ed economico.

La nascita dei figli comporta inevitabilmente un ridimensionamento della propria vita personale e sociale in funzione degli orari e delle esigenze del bambino con una conseguente ridefinizione anche dell’impegno lavorativo, dei rapporti amicali e del tempo libero.

Tra i prerequisiti che ciascun partner all’interno della coppia deve avere per far fronte agli inevitabili cambiamenti dovuti alla nascita di un figlio vi sono il raggiungimento di un buon grado di differenziazione e svincolo dalla propria famiglia di origine oltre all’aver stabilito con il partner una sana relazione fondata sull’intimità e l’empatia.

La nascita del primo figlio comporta inoltre una riorganizzazione anche nei confronti della catena generazionale: implica cioè una rielaborazione dei rapporti tra le generazioni nel senso che anche i genitori delle rispettive famiglie di origine sono particolarmente coinvolti in questa ridefinizione assumendo il ruolo fondamentale di nonni.

Necessità quindi di ridefinire la relazione coniugale.

I coniugi, al momento della nascita del primo figlio, ma anche prima nel periodo dell’attesa, devono necessariamente ridefinire i propri ruoli e la propria relazione.

Inevitabilmente l’ansia che comporta l’acquisizione di questo nuovo ruolo genitoriale può far crescere tensioni e motivi di conflitto all’interno della coppia; allo stesso tempo tale evento costituisce una risorsa sia per i singoli partner che per la coppia.

Un altro compito evolutivo importante consiste nel creare chiari confini tra il sottosistema genitoriale e quello coniugale, in maniera tale che ciascun sottosistema abbia uno spazio in equilibrio con l’altro.

I partner devono così essere in grado di curare sia la dimensione coniugale che quella genitoriale: solo i genitori che vivono un buon rapporto di coppia garantiscono ai figli sia un clima positivo che un valido modello di coppia.

Viceversa, se i partner non sono capaci di realizzare tra loro un’intesa e una chiara distinzione tra sottosistema coniugale e genitoriale, è facile che il figlio o i figli vengano coinvolti nei conflitti inerenti la coppia.

I genitori sono chiamati anche a ricontrattare uno stile genitoriale comune. Da un punto di vista meramente educativo, infatti, risulta altamente confusivo per il bambino ricevere dai genitori indicazioni e richieste diverse tra di loro e che possono portare facilmente al rischio che il figlio stesso approfitti della situazione soprattutto nei casi delle famiglie separate.

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