La diagnosi psicologica.

La diagnosi psicologica, da non confondere con quella medica, consiste in una valutazione delle dinamiche comportamentali, dei vissuti, delle capacità relazionali e sociali dell'individuo, utile a capire la struttura di personalità che ne è alla base.

La diagnosi psicologica

La diagnosi psicologica evidenzia la struttura di personalità dell'individuo nei suoi aspetti emotivi e cognitivi.

Lo psicologo che effettua una diagnosi psicodiagnostica ha come scopo principale non già quello di "etichettare" il paziente come "malato", quanto quello di cercare di comprendere le cause sottostanti l'eventuale sofferenza e/o disagio che il paziente porta all'attenzione del clinico.

La presa in carico prevede un processo valutativo consistente in un numero variabile da minimo 2 a massimo 5 incontri di consultazione psicodiagnostica, attraverso i quali lo psicologo, effettuato un primo colloquio di conoscenza e di valutazione, somministra una batteria di test psicologici al paziente allo scopo di raccogliere elementi utili per inquadrare al meglio la situazione personale del paziente e gli aspetti fondamentali della personalità, per poi valutare al meglio il tipo di trattamento più appropriato.

Molto usata in ambito clinico, la valutazione psicodiagnostica viene utilizzata anche in ambito giuridico - forense, civile e penale, nell'età adulta e nell'età minorile, come ad esempio la valutazione richiesta allo psicologo della idoneità/non idoneità genitoriale a fronte di una separazione coniugale, della valutazione della capacità a testimoniare e della attendibilità del minore sottoposto ad abusi e/o maltrattamenti fino alla valutazione della capacità/incapacità di intendere e/o di volere a fronte della commissione di un reato.

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